La Sicilia – Noto

La Sicilia è una regione magnifica dal punto di vista, paesaggistico, artistico, naturalistico. La Sicilia è il luogo dove si mangia meglio al mondo, e su questo non temo di essere smentito. La bontà, la tradizione nella lavorazione della materia prima e le contaminazioni con altre culture, ha creato una pozione magica che ogni cosa che nasce qui è eccezionale. In questo articolo parlo di una zona di eccezione nell’eccezionalità. Appena sbarcato a Messina la prima cosa che ho fatto e cercare la Gelateria Tedesco.

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Me la hanno descritta come il posto dove trovare le migliori granite di Messina e io me ne voglio accertare! Arrivato la gelateria non mi fa una grande impressione, mi aspettavo quelle gelateria eleganti e barocche, tipiche di queste zone, invece è poco più di un piccolo baretto. Ordino una granita al caffè e panna con brioche. Mi siedo sui tavolini a bordo strada, affondo il cucchiaino nella granita e lo porto alla bocca. Gli occhi si chiudono e inizio a mugolare, la migliore granita di Messina, si! La migliore che io abbia mangiato. Non voglio scordare neppure l’arancino mangiato durante la traversata da Villa San Giovanni alla Sicilia.

Dedicato il giusto tempo a onorare una tradizione, mi sono diretto a Noto, che sarà un po’ la base di partenza per alcune escursioni nei dintorni. Prima però una tappa a Siracusa una passeggiata nel centro nella bella piazza davanti al Duomo arrivando dai parcheggi vicino alla Fonte di Aretusa. Una bella passeggiata attraverso le stradine del centro e mi rimetto in auto vesto Noto.  Qui ho prenotato un appartamento nella via parallela alla pricincipale del centro storico.  Noto è un piccolo gioiello del barocco siciliano. Uno splendido paese arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro.
Tre le piazze principali, piazza dell’Immacolata con l’omonima chiesa; c’è poi la piazza del municipio circondata da ben quattro edifici: il palazzo comunale, la chiesa del Santissimo Salvatore (1791-1801), il palazzo vescovile e lo splendido duomo di San Nicolò (1771), che domina dall’alto di una scenografica scalinata. Nelle piazza XVI Maggio sorgono invece la chiesa di S. Domenico (1727), con facciata curvilinea, e il convento domenicano con un bellissimo portale bugnato.

Da segnalare a Noto  il Ristorante Dommuso dove abbiamo sudato il tavolo non avendo prenotato ci hanno promesso il tavolo in un’oretta. Promessa mantenuta, il personale è giovane e gentile, inoltre molto preparato, è bello vedere in un  locale personale non buttato li ma addestrato per fare il proprio lavoro. La proposizione è  fatta di cibo di qualità e lavorato poco, dei gusti molto naturali, un’esaltazione dei prodotti locali incentrata in particolare sul pesce.  Abbiamo mangiato bene, speso il giusto in un ambiente rilassato e confortevole. Io ho mangiato un buonissimo Crostone di Ricotta e una tagliatina di Tonno.

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L’altra attrazione culinaria è il Chiosco della Cattedrale, dove granite, cannoli e pastarelle la fanno da padrone un dolce modo per iniziare la giornata certo non leggero ma che ci si può fare, è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare.

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Chai Latte

Un latte caldo in inverno o autunno? E’ sempre apprezzato, ma un Chai Latte ancora di più. Questa ricetta per il latte caldo la ho provata grazie a mia figlia amante dei paesi nordici. La ha scoperta a Vilnius in Lituania, esistono buonissime soluzioni anche liofilizzate che si comprano online, ma certo farselo da soli è un’altra cosa. Lo si trova anche da Starbucks.

Ingredienti per 2 persone

  • 500 ml di acqua
  • 500 ml di latte
  • 3 bacche di cardamomo
  • 2-3 grani di pepe nero
  • 2 cucchiai di tè nero
  • 2 chiodi di garofano
  • 1/2 stecca di cannella
  • 0,5 cm di zenzero fresco
  • 3 cucchiai di zucchero di canna o miele

Procedimento

  • Mettete le spezie, l’acqua e il latte in un pentolino.
  • Portate a ebollizione, abbassate la fiamma e continuate a far sobbollire per 30 minuti.
  • Togliete dal fuoco, unite il tè nero e lasciate riposare in infusione per 5 minuti.
  • Filtrate e servite il tè aggiungendo, a piacere, una scorza d’arancia o una spolverata di cannella.

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Cordoba

Cordoba, è una delle città più importanti dell’ Andalusia. Questa città fu anche la capitale dell’impero Arabo, e ad oggi conserva intatte una delle moschee più grandi e importanti d’Europa ed è infatti a assolutamente da vedere . La mezquita di Cordoba, è una vecchia moschea con all’interno una cattedrale. Questa moschea sorge al centro della città,  questo monumento ha una valenza storico-religiosa molto importante, nel 711 fu utilizzata contemporaneamente come chiesa cristiana e chiesa islamica.

Il ponte romano sul Guadalquivir è un’altra delle attrazioni principali della città è lungo circa 240 metri e presenta ben 16 arcate che reggono il ponte. Fu costruito da Augusto, imperatore romano di nazionalità spagnola. Alle due estremità del ponte troviamo la Puerte del Puente, con l’arco imponente di trionfo e dall’altro lato la Torre di Calahorra.

Da visitare anche il quartiere ebraico, la Juderia di Cordoba, le case sono tutte di colore bianco e hanno un patio con un piccolo giardino sulla facciata, le stradine sono strette e intrecciate tra loro.  All’interno del quartiere la Juderia troviamo la Sinagoga, l’unica struttura di natura religiosa, ebraica, presente in Andalusia. Nel vostro giro a Cordoba a seconda del tempo che gli avete dedicato, io consiglio almeno un giorno intero anche da  visitare La Torre Calahorra: questa struttura si trova nei pressi del Ponte Romano, La Locanda del Puledro che viene citata all’interno dell’opera il “Don Chisciotte” di Cervantes. Negozio di Flamenco Luis Perez: un negozio tipico e famoso in tutta l’Andalusia.

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Di ritorno da Cordoba verso Siviglia, dove avevo prenotato l’albergo mi sono fermato nel paesino di Ecija, al Bar La Reja , un locale che mi avevano caldamente consigliato. Tapas bar molto bello, piccolissimo, dove si mangia però, davvero bene. Rispetto ai classici Tapas Bar non è economico anzi, direi il più caro che ho trovato nel mio viaggio. Ma la sosta ne valeva la pena. mangiato solite Tapas con queso o e Chorizo, il Pimiento del Paron e la Raba de Toro.

Andalusia da Granada a Jerez

Lasciata Granada, il programma prevede alcune tappe andando verso Sud fino a Gibilterra, per poi risalire Jerez.  Prima tappa a Ronda, una piccola città arroccata su una rupe, divisa a metà da una profonda e vertiginosa gola chiamataEl Tajo scavata dal torrente Guadalevín e riunita dal bellissimo Puente Nuevo, dopo aver visitato per bene Granada, in pochi chilometri si raggiunge questa piccola ma carina cittadina. La Plaza de Toros di Ronda, è una delle arene più importanti di tutta la Spagna. Qui è stata fondata la Maestranza, l’antico ordine di cavalieri che ha nobilitato la tradizione della corrida. Dalla Plaza de Toros si può prendere Calle Blas Infante: si arriva al Mirador de Ronda, dove si può ammirare dall’alto un bellissimo panorama Si può poi dirigersi nei vialetti dell’Alameda del Tajo, uno spazio verde tranquillo. Percorrendo la Calle Virgen de la Paz, superiamo Plaza España; dove si trova  il simbolo di Ronda: il Puente Nuevo. questo maestoso ponte settecentesco non è l’unico ad unire le due parti della città, ma è sicuramente il più famoso da qui  potrete apprezzare quanto sia impressionante la voragine scavata dal fiume Guadalevín. Per apprezzare la gola chiamata El Tajo potete camminare su  Calle Cuesta de Santo Domingo, la strada che costeggia dall’alto El Tajo. La cittadina è tranquilla, ha una bella passeggiata in Calle Espinel, la frequentata via di negozi centrale. Uno splendido vende manufatti in legno, vedi foto sotto, la via porta direttamente in Plaza del Socorro, nel quartiere del Mercadillo. Qui, di sera, si riuniscono gli abitanti di Ronda per bere vino tinto de Verano in uno dei vari bar.  Ho cenato nel ristorante Las Maravillas un locale moderno con  servizio veloce e attento. Cena a base di Tapas ovviamente.

Il giorno successivo mi sono messo in viaggio direzione Gibilterra,un promontorio alto  che chiude il golfo di Algesiraz a est. Per il mondo greco romano Gibilterra costituiva una delle due colonne d’Ercole che segnavano i confini del mondo conosciuto oltre le quali si estendeva l’ignoto; l’altra è lo sperone roccioso Jebel Musa, in Marocco. Ma a Gibilterra non ci siamo fermati la ho vista solo da lontano per poi sostare a Tarifa, in Costa de Luz,  meta consigliata dal mio amico Vittorio. Arrivati a Tarifa conviene entrare in città attraverso  Puerta Jerez, l’unica porta antica rimasta che permette l’accesso alla città vecchia. Passeggiando fra le stradine con case bianche, balconi in ferro si può visitare la Iglesia de San Mateo, la chiesa più importante di Tarifa, costruita sopra un’antica moschea. Su Plaza Santa Maria si affacciano il palazzo del Comune con la sua splendida facciata in stile andaluso e la Iglesia de Santa Maria, la più antica della città. Nella piazza risalta la fontana a forma di stella a 8 punte con le caratteristiche statue di rana su ogni vertice. Prossima tappa il monumento più imponente della città: il Castillo de Guzmán. La possente fortezza domina il panorama e lo stretto fino al Marocco. È legata indissolubilmente alla tragica scelta di Alonso Pérez de Guzmán che nel 1294 preferì sacrificare il figlio piuttosto che consegnare la città ai musulmani. La statua di Guzmán il Buono si trova all’inizio della passeggiata lungo Paseo de La Alameda . 

Dopo aver pranzato da I Hoy un preziosissimo locale vegetariano anche per la presenza della copia dei proprietari davvero gentilissimi il viaggio riparte, questa volta leggero come una piuma.

Tappa successiva Vejer del la Frontera un Pueblo Blanco, In provincia di Cadice è uno dei paesini più suggestivi d’Andalusia. Con i suoi 12.000 abitanti, Vejer è poco più di un borgo arroccato. Le case bianche, tipiche della zona, illuminano la cittadina. Un posto in cui fermarsi sicuramente.

Altra tappa a Cadice, Cadiz in Spagnolo, una graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’Oceano Atlantico. Il centro storico meraviglioso, ricco di piazze e di palazzi e vie in cui perdersi . Inoltre lungo il lungo mare è possibile ammirare tutta  la Baia di Cadiz. Plaza San Juan de Dios è la piazza dove si trova l’Ayuntamiento de Cadiz, un palazzo in stile neoclassico. Plaza de la Catedral dove si trova la bella cupola gialla della maestosa Cattedrale di Cadice, in stile barocco ma con elementi neoclassici. Da un ingresso laterale della cattedrale si può salire sulla Torre de Poniente doveammirare un magnifico panorama sulla città e sull’Oceano. Plaza de Topete è una delle piazze più frequentate di Cadiz per la sua vicinanza al grande e caratteristico Mercado Central. Da visitare anche il Teatro Romano vicono a Plaza de Mina per me la più bella piazza di Cadice.

Ultima tappa Jerez de la Frontera il monumento più importante è di certo un’antica fortezza la bellissima fortezza Alcazar e i suoi giardini bellissimi. UN n monumento di ispirazione araba, con una torre ottagonale e dei bagni molto sontuosi. Ho visitato poi Palacio Villavicencio costruito sui resti di un monumento islamico e la Catedral de San Salvador, con i suoi tantissimi stili, dal gotico al neoclassico e il barocco.

In zona, inoltre, c’è anche il municipio del ‘500, ossia l’Antiguo Cabildo, che si trova nei pressi della Iglesia de San Dionisio e degli Hammam Andalusi. Infine, si trovano anche le maggiori scuole di flamenco e le botteghe di sherry, che sono dei simboli di Jerez. In città si trovano circa 20 antiche bodegas, che producono questo vino liquoroso molto buono e molto famoso in tutta l’Andalusia e non solo. Un vero e proprio gioiello da non perdersi se si visita questa zona della Spagna. La cena la ho consumata nella Tabanco las Banderillas dove ho mangiato la Raba de Toro più buona assaggiata in questo viaggio, il locale è carino, un misto tra un bar e un ristorante con una cucina proprio buona. La mattina dopo colazione con burro e zucchero, altro che brioche!!

Andalusia da Malaga a Granada

L’Andalusia è stato un viaggio sogno, di quelli che vorresti tanto fare, ma poi per un motivo o per un altro non fai mai.  Poi prendi il toro per le corna,  visto che parliamo di Spagna ci sta bene, e finalmente coroni il tuo sogno. Devo dire che tanta aspettativa non è stata delusa.

Sono partito da Bergamo e Atterrato a Malaga, avevo noleggiato un’auto. Il disbrigo di tutte le pratiche non è stato velocissimo ma salito in macchina finalmente ha inizio il Tour.  Prima tappa Granada ai margini della Sierra Nevada  attraverso la Costa del Sol con sosta veloce a Nerja. A Nerja ho fatto un giretto veloce, parcheggiato ai margini del centro, ho trovato una tipica località turistica di mare, ristorantini, passeggiate, belvedere sul mare. Visto che era ora di pranzo ho mangiato nonostante fosse Febbraio in terrazza. Un ristorante di cui non farò menzione, menù turistico e qualità adeguata per non lamentarsi. Riprendo il viaggio per Granada vera meta della giornata.  Ho prenotato un appartamento che dovrebbe essere vicino e con vista sull’Alhambra.

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L’ appartamentino in effetti ha una vista splendida e situato a ridosso della salita che porta all’Alhambra nel quartiere di Albayzín. Piccolino ma molto caratteristico sembra di tornare indietro nel tempo per come è arredato. Da li lungo una corta discesa si è subito nel cuore di Granada, e infatti la sera del mio arrivo ho  fatto un giro senza meta tra le vie del centro e mangiato nel primo ristorante che mi ispirava (tra l’altro decentemente).

Dopo una notte di buon riposo ecco arrivato il momento che può dare una svolta positiva o negativa alla giornata, la colazione! Su indicazione del proprietario dell’appartamento mi sono recato alla Cafeteria Lisboa, dove ho preso il tipicissimo pan y tomate che mi ha rallegrato la mattinata.

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Mi sono poi apprestato ad affrontare la salita che porta alla Alhambra,  avevo preventivamente prenotato la visita con guida in spagnolo. Nonostante non conosca benissimo la lingua, devo dire che da italiano si capisce il senso di tutto quando viene raccontato.

L’Alhambra è un palazzo-fortezza medievale è uno dei più importanti monumenti della Spagna. Risale al periodo della dominazione moresca  e in arabo significa Palazzo Rosso. Il colore rosso deriva dall’argilla rossa con cui sono state mescolate le pietre che, alla luce del crepuscolo, conferiscono al complesso un bel colore rosso scuro. La fortezza (Alcazaba) è situata su una collina visibile da gran parte del centro della città. All’interno delle mura della fortezza si trovano magnifici palazzi Nasridi Arabi, i bellissimi giardini del palazzo estivo del Generalife, imponenti chiese cristiane e torri medievali.

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Mirador de Daraxa (iStock.com/bennymarty)
Online Tickets Alhambra Granada
Il palazzo di Leeuwenhof (iStock.com/wavipicture)
visitare Alhambra
il palazzo del sultano (iStock.com/IvanBastien)

Nel 1526, venne costruito un palazzo in stile rinascimentale al centro della struttura . Una caratteristica peculiare dell’ Alhambra consiste nelle numerose e bellissime decorazioni moresche ì. Il palazzo risulta splendidamente restaurato: Colonne e pavimenti in marmo, soffitti pregiati in legno, pareti con imponenti incisioni e volte ad arco con figure geometriche. Nei giardini si trova il Parador di Granada. Si tratta dell’ex monastero di San Francesco dove i re cattolici venivano originariamente sepolti.

Successivamente terminata la visita all’Alhambra, compreso il perchè viene considerata una delle più importanti cose da visitare in Spagna, mi sono spostato verso il centro della città. E’ davvero piacevole camminare per Granada, per l’architettura, per i negozi e per la vita. Ho visitato la Basilica di San Juan de Dios . La chiesa barocca di “Giovanni di Dio” è una chiesa dedicata al santo patrono di Granada . All’esterno, la chiesa si distingue per la sua cupola rivestita di piastrelle bianche e verdi ma non dà l’impressione della magnificenza che si trova all’interno, la facciata è caratterizzata da due torri con guglie e tre nicchie. Accanto alla chiesa si trova anche un piccolo ospedale fondato dal santo, la cui attività più importante era proprio quella di assistere i malati. L’interno è davvero meraviglioso. L’oro è il colore predominante ed è possibile ammirare anche imponenti statue, dipinti, sculture in legno, grandi organi, il sontuoso altare e altre opere d’arte.

Durante la passeggiata della città vale la pensa soffermarsi nella Cattedrale e nel quartiere arabo o Alcaicería un suk arabo nel pieno della Spagna.

Saluto la città per raggiungere Ronda ma questo è un altro articolo….

 

 

La slittata notturna

Io adoro le tradizioni, adoro soprattutto farle nascere le tradizioni e poi portarle avanti. Cambiano le persone, cambiano gli anni, sono cambiato io ma alcune cose rimangono nel tempo con grande certezza.

Una di queste è la Slittata Notturna in Val Monzoni! Ci vado dal ’90 circa, dapprima con persone conosciute ad una fiera campionaria. Devo ringraziare Vittoria che me lo ha fatta conoscere. A quel tempo abitava a  Predazzo e lavorava in discoteca, in fiera serviva ottimo vino in uno stand enoteca.

Poi cambiata compagnia sono salito con amici genovesi, con colleghi di lavoro, ora la compagnia è mista e varia tutti gli anni con alcuni punti fissi, Tania e Vittorio che ci raggiungono da Bari. e di solito Isabella e i suoi genitori da Bergamo.

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Ultimamente la tradizione consiste nell’arrivare uno dei primi Venerdì di Marzo, periodo dove si può trovare abbondante neve e anche possibili nevicate, e andare direttamente da Tito al Maso dello Speck, rustica locanda dove si mangia tipico.

 

Qualche albergo libero nella zona si trova sempre, andando pochi giorni prima, perchè in questo periodo tutti gli albergatori attendono di prenotare settimane bianche piuttosto che week end. Dopo una bella dormita e un abbondante colazione, la montagna fa venire appetito, secondo step della tradizione, ma in effetti una new entry, qualche ora alle Terme delle Dolomiti QC , bellissima struttura dove rilassarsi e passare qualche ora a rigenerarsi.

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Una veloce scappata in albergo per vestirsi da neve e poi via eccitatissimi verso il Rifugio Soldanella, dove c’è la partenza delle motoslitte. Bisogna comunicare agli addetti dove si è diretti poichè ogni rifugio nella Val Monzoni ha il suo servizio di trasporto e bisogna individuare il proprio.

 

Io sono stato a Baita Monzoni che ora purtroppo è bruciata ed era l’attrazione principale della zona anche grazie al suo proprietario, il Nello che era veramente un personaggio.

Altro rifugio visitato Malga Monzoni produzione propria di formaggi e salumi un po’ più in alto della Baita Monzoni

Negli ultimi anni sono tornato alla Baita Ciampiè da dove si può fare la slittata più lunga (circa venti minuti) e dove si trova buona qualità di cibo.

La serata ovunque si vada non è a buon mercato, mettete in preventivo più o meno 20,00 € per la salita in motoslitta e discesa con le slitte e 45,00 € per mangiare a testa.

Dopo avere abbondantemente bevuto e mangiato finisce con una bella slittata al chiaro di luna o delle luci delle torce, emozionante anche quando non si riesce a slittare per la troppa neve e si deve fare una camminata notturna di 6 km… fortunatamente in discesa.

Buon divertimento!!

 

 

Tigelle

La tigella è una piccola focaccina di forma circolare tipica della zona appenninica emiliana, in particolar modo tra le province di Bologna e Modena, dove viene mangiata ripiena di salumi e/o formaggi.

Origine delle tigelle emiliane

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Le tigelle derivano molto probabilmente dal modo di cuocere le focacce in epoca romana all’interno di contenitori di terracotta (in latino il verbo “tegere” significa ricoprire). Lungo tutto l’Appennino modenese e bolognese da secoli si ha l’usanza di prelevare l’argilla scavando nei boschi di castagni, di lavorarla amalgamandola con terra e acqua formando dei piccoli dischi (10-15 cm di diametro) e infine di cuocerla sotto la cenere ardente. Questi dischi venivano chiamati tigelle e spesso erano decorati in bassorilievo con motivi quali stelle, cerchi, punte ecc.. Al loro interno veniva riposto l’impasto delle tigelle avvolto in foglie di castagno e poi cotto vicino al focolare, sotto la cenere.

Classicamente in Emilia vengono abbinate al classico pesto montanaro  un condimento crudo a base di lardo di maiale e aromi usato principalmente per riempire le tigelle, viene ottenuto amalgamando il lardo crudo con il rosmarino e l’aglio tritati finemente e poi pestato a lungo fino a creare una salsa densa e spalmabile, che si spalma sulla tigella e si finisce cospargendo con Parmigiano-Reggiano grattugiato.

INGREDIENTI per 4 persone (circa 24 tigelle)

  • 500 g di farina 00
  • 200 g di acqua tiepida
  • 100 g di latte
  • 35 g di strutto oppure olio extravergine di oliva
  • 12 g di lievito di birra
  • 10 g di sale (a seconda dei gusti)

PREPARAZIONE

Setacciare la farina, fare la tipica fontana nel mezzo mettere il lievito sciolto in poca acqua tiepida, unire olio, sale, latte e l’acqua rimasta. Lavorare l’impasto per qualche minuto poi coprire con un panno umido e lasciare lievitare circa un’ora in un ambiante non freddo. Lavorare ancora la pasta poi fare lievitare un’altra mezz’ora.

Stendere la sfoglia con uno spessore di circa cinque mm poi ritagliare dei cerci di circa 6 cm e lasciarli lievitare un’altra mezz’ora.

Riscaldare su entrambi i lati il tigelliere e cuocervi le tigelle per 2 o 3 minuti si entrami i lati.

Vanno mangiate ancora calde e imbottite con salumi o formaggi.