Tagliatelle allo Schüttelbrot con finferli e salsiccia

NGREDIENTI

Tagliatelle

100 g di Schüttelbrot grattugiato finemente

200 g di farina

6 tuorli

80 ml di olio d’oliva

3 pizzichi di sale

un po’ di acqua

Sugo

2 salsicce

1 manciata di finferli

½ cipolla

1 spicchio di aglio

salvia q.b.

rosmarino q.b.

50 ml di vino rosso robusto

200 ml di panna

sale e pepe

burro q.b.

PREPARAZIONE

Unire tutti gli ingredienti per le tagliatelle in una terrina e impastare bene.  Avvolgere la pasta in una pellicola trasparente e lasciare riposare per almeno 30 minuti. Stendere la pasta e ricavarne poi delle tagliatelle larghe circa 1 cm.

Scaldare il burro in una padella e rosolarvi la cipolla e l’aglio. Unire le salsicce,  spezzettate, e rosolarle un poco. Sfumare con il vino rosso e lasciare ridurre. Aggiungere i finferli e le erbe aromatiche, cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso. Quando la salsiccia è ben cotta, insaporire con sale e pepe. Cuocere le tagliatelle, scolarle e saltarle in padella con il sugo. Disporle su piatti e servire.

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Comprare Online

Uno dei crucci dei viaggi è quello di assaggiare cose buonissime ma poi non poterle mangiare a casa.

In alcuni casi il trasporto può essere difficoltoso e il prodotto deperire, in altri è proprio vietato tipo alcuni prodotti gastronomici in aereo.

Con l’avvento di internet sono nati dei portali che raccolgono i prodotti tipici di ogni regione a volte anche nazione. Con la diffusione degli strumenti di vendita online ogni negozio potenzialmente può mettere la sua vetrina anche sulla rete.

Da qualche tempo quindi ho preso l’abitudine di chiedere la spedizione online direttamente nei posti dove degusto e apprezzo.

Per questo motivo condivido alcuni indirizzi che sto utilizzando per rifornire la mi dispensa.

Per acquistare salumi di suino e cinghiale e guanciale di amatrice e ottimo pecorini :

Moscatelli Tartufi di Norcia

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Questo è un negozio che ho incontrato in un mio viaggi, scoperto che faceva anche spedizioni online ho avuto l’opportunità di avere sempre la dispensa fornita per prima cosa del guanciale e del pecorino che utilizzo per alcuni dei miei piatti preferiti tipo :

  • Gricia
  • Carbonara
  • Cacio e Pepe
  • Amatriciana

Poi i salumi che a Norcia sono davvero eccezionali.

Dipasquale formaggi Ragusa

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Il formaggio Ragusano da quando sono stato al salone del gusto di Torino quasi vent’anni fa ed ho avuto l’opportunità di degustarlo è sempre stato uno dei miei formaggi preferiti ma difficilissimo da trovare.

Recentemente durante un mio viaggio in Sicilia ho scoperto questo negozio che fà anche vendita online oltre che di formaggi anche di salumi e altri prodotti tipici della zona.

Macelleria Wiedmer 

Per acquisti di prodotti tipici altoatesini ho spesso consigliato ad amici questa macelleria di un piccolo paesino vicino a Bolzano che conserva ancora la tradizione dei salumi e della macellazione di queste zone. Ottimo lo speck e i Kaminwurst.

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Un alternativa più strutturata è sicuramente Suedtirol Products dove oltre i salumi si trovano anche altri prodotti della zona.

I Krampus

I Krampus sono dei diavoli e accompagnano solitamente la sfilata di San Nicolò il 5 Dicembre. Tipicamente i Krampus aprono la sfilata, seminando lo scompiglio tra la folla, quelli più buoni ti sporcano la faccia con una pasta nera formata da olio o che togliere non è semplice.img_1011

Quelli più feroci arrivano anche a percuoterti le gambe con la saggina e in quel caso i lividi sono assicurati. Diciamo che se andate a vedere una sfilata dei Krampus proprio tranquilli non potete stare. L’atmosfera è lugubre e intensa i rumori e le musiche infernali. Certamente se ve ne state ai lati tranquillamente a guardare e magari non in prima fila potrebbe anche non succedervi niente. La peggio la hanno quei gruppi di ragazzi che per tradizione e sfida tentano  di infilarsi tra le fila dei Krampus, con quelli nessuna pietà e tanti lividi.

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I paesi più famosi dove andare a vedere la sfilata dei Krampus, sono Termeno, Castelrotto e Bressanone, direi che quest’ultima è dove si rischia di meno di tornare a casa con qualche livido.

Alla fine della sfilata tutto torna alla normalità  con l’arrivo di San Nicolò e i suoi angioletti che fanno scappare i Krampus e distribuiscono caramelle.

Per conoscere le date e gli orari delle sfilate cliccate qui

I mercatini di Natale di Bolzano

Dal 1990 a Bolzano nel mese di Dicembre si tiene il mercatino di Natale, l’idea nasce dagli organizzatori del mercatino di Natale di Norimberga che proposero a Bolzano di creare una versione Alto Atesina dei mercatini già in voga in molti paesi del Nord Europa. Quindi il mercatino di Natale di Bolzano è stato il primo in Italia e per un paio di anni l’unico. Ora questa caratteristica usanza oramai è diffusa in tutta Italia, ma i mercatini del Trentino Alto Adige continuano ad attirare per l’atmosfera che ci si vive molto vicina all’immaginario che si ha del Natale e che è caratteristico dei paesi del Nord. L’impianto principale del mercatino è in Piazza Walther il salotto della città. Qui a fine Novembre appaiono le tipiche casette che ospiteranno i negozi di artigiani e proposte gastronomiche locali. Molto affollati soprattutto la sera quelle dove si serve il gluhwein o vin caldo, tipicamente speziato. Ovviamente si trova lo speck, i buonissimi Brezel ora proposti anche in versione dolce con la pasta della ciambella o ricoperti di cioccolato bianca o nera. Altro pane tipico lo Schuttelbrot, i Paarl.

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Io non manco almeno una volta l’anno l’appuntamento con la casetta dove si fanno i panini ripieni con il formaggio fuso e lo speck, una vera specialità. La casetta la trovate nella parte del mercatino vicino all’Hotel Città e la riconoscete per la lunga coda.

Usciti da Piazza Walther negli ultimi anni sono nati altri mercatini, diciamo specializzati. In Piazza stazione c’è il mercatino degli artigiani e in Piazza Mostra quello del volontariato, mentre in Piazza Municipio viene creato un piccolo bosco con casette che offrono enogastronomia.

Comunque in tutte le vie del centro le luci e l’atmosfera sono tipicamente natalizie, se si evita di guardare i negozi, che oramai sono quelli che si ritrovano in tutte le città e si guarda l’architettura le luci e gli addobbi, è impossibile non calarsi nell’avvento e sperare che a completare l’opera arrivi Babbo Natale con le renne. Grande assente negli ultimi anni purtroppo la neve, speriamo che quest’anno ci faccia una sorpresa.

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Per quanto riguarda l’offerta gastronomica, da qualche anno a Bolzano l’offerta è diventata davvero varia, si trova un po’ di tutto e mediamente si mangia bene (se si accetta di scoprire sapori diversi da quelli italiani in particolare).

 

Tipici sono i baracchini che offrono per strada Wuerstel e Weisswuerst assieme a un pezzo di pane e alla senape. Li potete trovare in Piazza Erbe sotto la fontana di Nettuno e in via Museo (anche se qui i cartelli con scritto Hot-Dog tolgono un po’ di sapore alla tradizione)

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Ristoranti classici il Cavallino Bianco in via Bottai vera trattoria tradizionale tedesca come anche antica di cinquant’anni di storia il Ristorante Anita.

Sempre tradizionale ma più recenti La Forst,  L’Hopfen e il Baltzen , il Voegele  i primi tre con menù un po’ più turistici, l’ultimo invece molto più ricercato e anche leggermente più costoso.

Per un aperitivo anche se non tipicamente tedesco consiglio i Carretai, locali tipicamente veneto dove si possono gustare cicchetti gustosi accompagnati da prosecco e vino, l’ambiente è informale tipico da Osteria.  Altro locale curioso e molto pittoresco per gli aperitivi il Fischbänke di solito però chiuso in inverno.

Per una veloce pizza non delude mail il Casa al Torchio, buona la pizza e la cucina, veloce e gentile i servizio.

Se avrete l’occasione di venire a Bolzano in questo periodo seguendo i miei consigli, lasciate un commento.

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Törgellen

Più o meno da metà Ottobre a metà Novembre puntualmente si ripresenta una tradizione molto interessante dell’Alto Adige,  il Törggelen, .  Da dove parte questa tradizione? Al termine dei lavori di vendemmia e pigiatura a cui partecipavano parenti e amici dei contadini altoatesini era usanza mangiare assieme. Quindi l’origine della tradizione è nella festa organizzata dai contadini e dai loro braccianti alla fine del raccolto e della pigiatura dell’uva.

Oggi  per il Törggelen ci si reca, dopo una bella passeggiata, nei Masi (fattorie, case dei contadini) , nei Buschenschänke , piccole osterie contadine per chi conosce il Friuli Buschen è uguale alla “frasca” perchè come in Friuli il locale era identificato da una frasca esposta sulla strada o sotto la porta d’ingresso.

Il cibo è come sempre in queste zona un festival del maiale,  dai taglieri misti con Kaminwûrst, Speck, Schuttelbrot, rapanelli, l’immancabile Cren che ti pizzica il naso fino ad arrivare al cervello, cetrioli, burro.

Per i primi tipicamente gli Schlutzkrapfen (ravioli ripieni di spinaci e ricotta) i canederli di speck in brodo o alcune variazioni di canederli al burro (formaggio, spinaci, ecc. ecc.), la minestra d’orzo contadina.

Sui secondi riesplode il festival della carne tipicamente di maiale, quindi costine, stinco, testina alla cipolla, sanguinaccio e chi più ne ha più ne metta.

Per finire prima delle castagne che non possono mancare, come dolce un bel Kaiserschmorn o uno Strauben.

E poi vi consiglio di stare fermi distesi immobili per qualche ora la mangiata non è certamente delle più leggere.

Venire in autunno in Alto Adige è sicuramente uno dei periodi dove oltre a trovare colori del bosco e del paesaggio emozionanti, si può approfittare di una cucina che dà il meglio di se.

Alcuni Buschenschrank provati e approvati :

 Stegerhof-Kampidell Fam. Hofer . Kampidellweg 17  39050 San Genesio (BZ) Maso isolato con una cucina che non si è fermata alle origini contadine ma è stata un po’ rielaborata e elegantita. Produzione di Speck e salame di pecora.

Baumanhof Costa di Sopra, 6/a, 39100 Signato BZ. Questo locale lo frequento da tantissimi anni, è rimasto sempre uguale. Casa contadina che se ti sbagli ad aprire qualche porta vai a finire nelle camere dove vivono i proprietari, cibo grezzo, casalingo bello duro!! Segnalo il sanguinaccio, una squisitezza.

Glögglkeller  Buschenschank  Raffingasse, 8 39011 Lana. Locale buio e tipico, la foto in copertina è stata scattata qui. Servizio allegro, cibo buono, facilmente raggiungibile se poi o prima volete fare una passeggiata, da li passa la Waalweg di Marlengo, passeggiata semplice affianco a una roggia.

Ovviamente ce ne sono tantissimi altri da segnalare ma qui vi ho scritto gli ultimi provati, le zone più deputate sono quelle dell’altipiano di Renon, della Val d’Isarco e del Brugraviato, ma oramai i Buschenschank li trovare in tutto l’Alto Adige.

La pasta

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La pasta fatta in casa è una regina dell’arte culinaria Italiana. La pasta all’uovo è sua Maestà!! Seguendo le ricette della mamma e della nonna senza sperimentare troppo per paura di offendere la tradizione io la avevo sempre fatta con la classica ricetta che diceva :” per ogni 100 gr di farina (00 o di semola di grano duro) 1 uovo intero.

Dopo anni di ripetizione della stessa ricetta ho voluto sperimentare, provare a mixare altre farine per ottenere una pasta semplice da lavorare ma soprattutto che tenesse bene la cottura.

Ed ecco la ricetta che mi ha dato più soddisfazione :

  • 600 grammi farina 00
  • 200 grammi farina di semola di grano duro
  • 200 grami farina tipo 1
  • 10 uova di medie dimensioni

Ed ecco  risultati

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Madrid

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Dopo aver visitato Barcellona e l’Andalusia non poteva mancare un saltino a Madrid, attirato dalla città e ovviamente, come sempre, anche dal cibo che in Spagna ha una eccezione conviviale come in Italia. La differenza che mentre in Italia viene pensato e organizzato in pranzi e cene dove ci si siede attorno un tavolo per ore, si mangia, si discute si vive una relazione intima, in Spagna spesso e volentieri è un occasione di condivisione veloce, tante volte in piedi o appoggiati al bancone di un locale dove degustare una cerveza, una sangria o un vermut. Per questo da noi i ristoranti sono ristoranti e i bar, bar. In Spagna questa divisione spesso si confonde, i locali hanno un bar all’ingresso e in fondo la sala ristorante, le tapas vengono portate al bar, ma anche al ristorante, i piatti spesso da condividere (para compartir) vengono portati al ristorante, ma anche al bar. Insomma una situazione fluida a cui in poco tempo si fa l’abitudine e si gode di tanta leggerezza.

Lavapies-Madrid-1-e1506104347579Ho dormito in un appartamento Airbnb nella zona di Lavapiès un quartiere multietnico dove a seconda delle vie ci si immerge in culture come la indiana o la senegalese e dove ci sono tantissimi locali piccoli, semplici, carini e si mangia davvero bene.

Ci siamo fermati 4 giorni pieni arrivando verso le 10 di Venerdì e rientrando alle 21 (partenza da Madrid) di Martedì. Il nostro host ci ha lasciato l’appartamento anche il giorno della partenza visto che non aveva prenotazioni se non per il giorno dopo.

img_49252Come sempre non parlerò delle tantissime cose storiche che si possono visitare a Madrid ma dei luoghi dove si può gustare del buon cibo. La prima tappa è stata al Mercado de San Miguel Un mercato come oramai ce ne sono tanti in europa non grandissimo, del mercato è rimasto poco, sono più i locali, dove si possono gustare ostriche, jamon, chorizo, caffè, dolci di ogni tipo, pesce, paella e anche acquistare qualche prodotto. Un po’ costoso ma vale la pensa farci un giro.

_rNLFhZP_400x400Dopo aver camminato quattordici chilometri la sera abbiamo deciso di rimanere nella zona di Lavapies per cenare e trovato un piccolo locale di tapas vicinissimo a noi El rincon del Cabo. Un localino gestito da ragazzi giovani, il menù è formato da una decina di piatti, dalla Tortas de patatas alle buonissime Albondigas, polpette di carne in sugo, ai taglieri di prosciutto (jamon) e formaggio (queso). Ottima la sangria di vino tinto (vino rosso) o fatta con uno champagne spagnolo, le abbiamo provate tutte e due perchè ci siamo tornati due volte in questo vivace locale.

Altri locali frequentati in queste giornate madrilene :

  • da non perdere la Taberna de Angel Sierra la più antica di Madrid dove si può mangiare tapas accompagnati da un ottimo vermut (vermouth) come si faceva anche una volta in Italia gustandolo per aperitivo.
  • Il Mercado de la Reina sulla Gran Via un centralissimo locale dove mi sono accomodato al bancone per scegliere cinque tapas una più buona dell’altra bevendo un’ottima cerveza in un’atmosfera vivace, il locale era frequentato da impiegati in pausa pranzo, clienti abituali e turisti. (consigliato da Vittorio)
  • La Taberna de Antonio Sanchez altro locale storico consigliatomi da Alberto l’host dell’appartamento dove ho soggiornato e come dice lui, “una tipica taverna di quelle che non se ne trovano più”. Con il dolce ci hanno offerta un vin santo usanza della settimana santa. Anche qui tapas, ma mi sono fatto portare un piatto anche dal ristornate la “raba de toros” (la coda di toro) cucinata nel vino rosso, piatto che ho imparato ad apprezzare in Andalusia. La più buona la ho trovata a Jerez ma questa era anche buona.

Una cosa che ci tengo ad evidenziare, in ogni locale o esercizio commerciale dove siamo entrati ci hanno accolto sempre con un saluto (hola) un sorriso e tanta gentilezza, all’uscita sempre l’augurio di una buona giornata (bom dia).