Piadina Romagnola

La ricetta più volte provata è per quattro persone, va da se dire che raggiungere i livelli di Rimini è oserei dire impossibile ma con un po’ di allenamento…

INGREDIENTI :

  • 1Kg di farina 00
  • 150 gr di strutto
  • Un pizzico di sale
  • Acqua o latte quanto basta
  • C’è chi aggiunge 4 gr di bicarbonato per renderla più digeribile

PREPARAZIONE

Unire tutti gli ingredienti con l’acqua o il latte fino ad ottenere un impasto abbastanza sodo (non lavoratelo eccessivamente perchè si potrebbero formare bolle durante la cottura).

Fare riposare per circa un’ora coperto con uno strofinaccio pulito. Suddividere l’impasto in pagnotelle che, una volta distese con il mattarello devono formare delle “piade” di circa 25-30 cm.

Il diametro e lo spessore dipende molto dai gusti e puà andra dai due fino ai 5 o 6 millimetri.

La piada va cotta su una teglia chiamata “Testo” in ghisa o ancora meglio in terracotta sotto cui deve ardre un fuoco allegro, perchè si deve cuocere in fretta.

Sforacchiare le superfici cin una forchetta in modo da limitare le bolle che si formeranno in cottura, la piadina va rivoltata fino a cottura.

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Per la sola ragione del viaggio….2

E poi decidi che la strada del ritorno non la vuoi fare seguendo il navigatore, vuoi evitare almeno in parte l’autostrada e farti un bel giretto tra gli Appennini tra Bologna e Modena. Ti ritrovi a viaggare da solo per strade che speri a un certo punto non spariscano o siano chiuse senza la certezza che quello che stai facendo sia al cosa giusta, ma tanto ti avanza un po’ di tempo e non hai fretta.

Poi inizia ad avere fame, io mi oriento sempre con la guida delle Osterie dello Slow Food, dapprima, quando non esistevano gli smartphone con la guida cartacea ora con l’app sul mio Iphone.

Attivo l’app in versione Mappa e mi geolocalizzo, poi inizio a sperare di passare vicino ad un osteria, continuando a controllare i puntini rossi che le contrassegnano e che immancabilmente si allontanano dalla strada che sto percorrendo.

Fino a quando non arrivo a Savigno e finalmente incrocio un’osteria consigliata da tale guida, Amerigo (dal 1934) . 

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Si entra dalla dispensa un piccolo negozietto alimentare con una bella selezione di vini e prodotti scelti e fatti dal ristorante. Attraverso una piccola porticina si entra nel ristorante. Quello che da subito mi ha colpito è stata l’accoglienza di questi ragazzi molto giovani ma molto probabilmente ben e maniacalmente  istruiti. Il servizio è stato perfetto, pieno di attenzioni e sempre attento. Il cibo della zona e buonissimo, non vi elenco i piatti perchè potete trovarne addirittura le ricette nel loro sito.

Un luogo trovato per caso ma assolutamente che rimane nella memoria per l’ambiente, l’accoglienza e il cibo.

Rimini

Per me la piadina come la mangi a Rimini non la mangi da nessun’altra parte. Ho conosciuto i miei amici Riminesi durante una breve vacanza con amici. Marilena è la cugina dei proprietari dell’hotel dove alloggiavamo e dove ci avevano portato amici di compagna di Bolzano. L’Hotel Piccadilly era situato in Piazza Tripoli centralissima in Marina Centro e qui abbiamo passato davvero momenti divertenti, sto parlando ovviamente non di serate in discoteca, tra il ballo e lo sballo, ma di bellissime serate al ristorante, che a Rimini possono davvero essere esperienze golosamente buone o anche puramente divertenti.

Il primo ricordo è al Bastian Contrario anche perchè è il primo ristorante dove sono stato.  I ricordi non sono recenti e sono anche abbastanza confusi al Bastian Contrario il vino è gratis e si va a prendere con le caraffe direttamente alle botti, motivo dei ricordi confusi Il cibo è onesto non pensate a niente di eclatante ma la sera che sono arrivato io c’era musica e un cantante che ci ha fatto davvero divertire. Si mangiano salumi misti e formaggi, lasagne, maltagliati, zuppa di fagioli, grigliate miste.. insomma le tipiche pietanze della zona e ovviamente piada a volontà. Poi si mangia anche altro ma il resto è banalità i primi poesia!

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Altra Osteria conosciuta più dai riminesi che dai turisti è il Ristorante Al Vecchio Campanile a Sant’Arcangelo di Romagna, dove ho avuto l’onore di competere a gare di primi con il mio caro amico Eros. I primi te li portavano sui vassoi non sui piatti in quantità abbondantissima e credo sia ancora cosi. Prezzo basso, quantità abbondante, bontà semplice da casa

Proseguiamo con le osterie poco turistiche. Ecco l‘Osteria Rinaldi qui il Galletto fà da padrone ma anche i primi e le grigliate, insomma un posto dove si mangia davvero bene e si paga il giusto, perchè dire poco sembrerebbe negativo. In questo locale poi ho uno dei ricordi più belli con i miei genitori, persone che si spostano poco da casa. Per cui fare una cena estiva in posto cosi con loro e i miei amici è un ricordo che mi è rimasto nel cuore.

Per ultimo certamente più conosciuta dai turisti, sicuramente più sofistica nella sua tradizionalità e molto più cara, l’Osteria La Sangiovesa. Il locale oramai è un marchio, molto belli gli ambienti, ogni sala ha un nome, il cibo ottimo e in alcuni casi della tradizione si sono fatte rivisitazioni. Esiste anche la possibilità anche di comprare dei prodotti perchè c’è una bottega, La Sangiovesa è anche una tenuta quindi produce prodotti come vino e olio.

Per quanto riguarda la regina di queste zone cioè La Piada, anche se ha cambiato un po’ di gestioni sicuramente una zona da visitare è dove si trovano il Bar Ilde e la Piadineria Bar Fontanelle piade e cassoni della tradizione da paura!!

Nel borgo di San Giuliano attraversato il Ponte Tiberio oltre a poter fare una piacevole passeggiata, si trova una bella e buon osteria l’Osteria de Borg anche qui piatti della tradizione in un ambiente piacevole con la cucina a vista che è sempre un gran bel vedere soprattutto quando si fà la pasta fatta in casa. Negli anni è stato aggiunto il forno a legna per la pizza purtroppo ma la qualità della cucina è rimasta per fortuna.

Anche a Rimini se si sa cercare si possono trovare locali non turistici ma autentici e tradizionali… se non sai cercare chiedi a un riminese, lo riconosci perchè di solito è pelato e parla con una vocina stridula..

Buona ricerca!

 

Spaghetti all’Amatriciana

Preparazione

Come preparare gli Spaghetti all’Amatriciana

Per preparare gli spaghetti all’amatriciana, per prima cosa mettete a bollire l’acqua per la cottura della pasta da salare poi a bollore. Potete quindi dedicarvi al condimento: prendete il guanciale, eliminate la cotenna e tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore ; riducete le fette a listarelle di circa mezzo cm.

A questo punto scaldate un filo di olio in una padella, possibilmente d’acciaio, e aggiungete il peperoncino intero e il guanciale tagliato a listarelle ; fatelo rosolare a fiamma bassa per 7-8 minuti fino a che il grasso non sarà diventato trasparente e la carne croccante; mescolate spesso facendo attenzione a non bruciarlo. Quando il grasso si sarà sciolto, sfumate con il vino bianco  alzate la fiamma e lasciate evaporare.

Quando l’alcol sarà evaporato, trasferite le listarelle di guanciale in un piatto  e tenetele da parte, versate nella stessa padella i pomodori pelati, proseguite la cottura del sugo per circa 10 minuti. A questo punto l’acqua nel tegame sarà arrivata a bollore, quindi versate gli spaghetti e cuoceteli al dente.

Nel frattempo regolate di sale , eliminate il peperoncino dal sugo , unite le listarelle di guanciale in padella  e mescolate per amalgamare.

Una volta cotti gli spaghetti, scolateli e uniteli direttamente nella padella con il sugo . Saltate la pasta con il sugo per amalgamarla bene al condimento, se gradite la pasta al dente potete spegnere il fuoco altrimenti versate poca acqua della pasta per proseguire la cottura. Per finire spolverizzate con il Pecorino grattugiato

Tagliatelle allo Schüttelbrot con finferli e salsiccia

NGREDIENTI

Tagliatelle

100 g di Schüttelbrot grattugiato finemente

200 g di farina

6 tuorli

80 ml di olio d’oliva

3 pizzichi di sale

un po’ di acqua

Sugo

2 salsicce

1 manciata di finferli

½ cipolla

1 spicchio di aglio

salvia q.b.

rosmarino q.b.

50 ml di vino rosso robusto

200 ml di panna

sale e pepe

burro q.b.

PREPARAZIONE

Unire tutti gli ingredienti per le tagliatelle in una terrina e impastare bene.  Avvolgere la pasta in una pellicola trasparente e lasciare riposare per almeno 30 minuti. Stendere la pasta e ricavarne poi delle tagliatelle larghe circa 1 cm.

Scaldare il burro in una padella e rosolarvi la cipolla e l’aglio. Unire le salsicce,  spezzettate, e rosolarle un poco. Sfumare con il vino rosso e lasciare ridurre. Aggiungere i finferli e le erbe aromatiche, cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso. Quando la salsiccia è ben cotta, insaporire con sale e pepe. Cuocere le tagliatelle, scolarle e saltarle in padella con il sugo. Disporle su piatti e servire.

Canederli allo speck

Ingredienti

  • 350 gr pane raffermo tagliato a dadini
  • 100 gr di speck (oppure pancetta)
  • 100 gr di salsiccia fresca
  • 1/2 cipolla tritata
  • 2 – 3 uova
  • 1/4 di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato

 

Procedimento

Soffriggere la cipolla. Mettere in una ciotola il pane, lo speck a dadini, la salsiccia sbriciolata, la cipolla, il latte, le uova, il prezzemolo e noce moscata. Amalgamare il tutto e far riposare per circa 1 ora. Incorporare quindi la farina e formare i canederli, cuocerli in acqua salata a fuoco molto moderato per circa 15 minuti. Se i canederli risultano troppo molli aggiungere un po’ di farina, se sono troppo duri un po’ di latte.